E poi succedono le cose strane.
Vi racconto una storia.
Luglio. Una giovane milanese, senza parenti in Calabria, viene in vacanza nel mio paese.
Si trova benissimo, si ambienta subito con tutti. Passano i giorni, i mesi.
Fine settembre decide di " Rimanere in Calabria" perché " qua si vive" dice lei.
Una storia al contrario.
Giovane, 23 anni, milanese, decide di venire a vivere da noi, facendo quel che facciamo tutti qua, la cameriera.
Adesso è a Milano ad organizzare il trasloco e domani torna, per tanto tempo, da noi.
Ben arrivata in Calabria L'Ale Alikkiia
venerdì 27 settembre 2013
giovedì 26 settembre 2013
E poi torni dalla spiaggia......
E poi torni dalla spiaggia e sulla strada vedi 2 turisti incantati.
Ti fermi a vedere cosa stanno guardando: una signora che fa la salsa dei pomodori, con il fuoco, il calderone, insomma con tutto il necessario.
Mi metto a ridere.
Mi chiedono se sono Calabrese e se posso fare una foto.
Ovviamente dico di si....non capendo però che volevano fotografare anche me con la signora!!! Ebbene sì, arriverò in Germania in costume, con una signora e na " coddara" fumante di pomodori.
E sono soddisfazioni...-.-'
Ti fermi a vedere cosa stanno guardando: una signora che fa la salsa dei pomodori, con il fuoco, il calderone, insomma con tutto il necessario.
Mi metto a ridere.
Mi chiedono se sono Calabrese e se posso fare una foto.
Ovviamente dico di si....non capendo però che volevano fotografare anche me con la signora!!! Ebbene sì, arriverò in Germania in costume, con una signora e na " coddara" fumante di pomodori.
E sono soddisfazioni...-.-'
mercoledì 25 settembre 2013
Carissima PresidenteSSA @lauraboldrini
Carissima PresidenteSSA Boldrini,
da giovane donna leggendo alcune prese di posizione mi viene automatico soffermarmi e ragionare.
Da giovane donna laureata, del Sud, emancipata, di sinistra, che cerca di far politica in una regione come la Calabria, dopo le sue ultime dichiarazioni, mi sono
posta alcune domande:
ma veramente le donne
pensano che cucinare o stare a casa sia un segno di sottomissione? Veramente
credono che la pubblicità della donna con il grembiule che prepara la cena per la
“ famiglia” sia un’immagine negativa per la donna?
Io credo l’esatto contrario.
E’ la parola donna in sé che rispecchia il tutto, donna deriva dal latino DOMINA, Signora, in
quanto figura attiva e potente.
La donna ha un ruolo determinante nella società e
perché non dirlo, anche nella famiglia.
Ci sono donne che scelgono di rimanere a casa e per questo
devono essere condannate o considerate sottomesse?
Questo voi intendete per emancipazione
femminile? Questo voi volete trasmettere a noi giovane donne, indipendenti, che
vogliamo anche avere una famiglia? Sì, perché oltre al lavoro, desideriamo
anche questo, e tornare a casa e poter cucinare qualcosa al nostro uomo è un
gesto d’amore, non di sottomissione.
Io amo cucinare, poter “ servire” il mio
uomo, ma servire nel senso di piacere più intimo, un piacere mio.
Perché non discutiamo dei dati della disoccupazione
femminile al Sud? Perché non discutiamo del fatto che nel Consiglio Regionale
della Calabria non sia stata eletta nessuna donna ma che siano state inserite dopo? giusto per riparare al danno? Questa forse non è violenza? Sì, è
violenza psicologica, forse la peggiore.
Da giovane donna, vi prego, finitela con queste uscite
pseudo femministe….che di femminismo, Presidentessa, non hanno proprio niente.
giovedì 27 giugno 2013
Noi poveri " Sfigati" nati negli anni '80

La generazione del Primo anno del "nuovo ordinamento alla maturità".
Non sapevamo niente degli esami, mai fatto un saggio breve, un articolo di giornale, un quizzone...I professori più impreparati di noi...ma a giugno ci siamo seduti lì e abbiamo fatto l'esame.
La generazione del Primo anno del " nuovo ordinamento all'università"....
Prof di Diritto Pubblico: " Signorina ancora non abbiamo capito manco noi il 3+2 quindi programma completo del Vecchio Ordinamento e esame in 2 mesi". E abbiamo passato anche questo.
La generazione dei " Laureati al call center, degli stage non retribuiti".
La generazione dei " Choosy, sfigati, bamboccioni".
La generazione a cui avete tagliato le gambe, ma che volete o nolente adesso è il cuore pulsante di questa Italia.
Grazie per la non considerazione. Ma esistiamo anche noi.
mercoledì 26 giugno 2013
L'Italia è una Repubblica fondata sul LAVORO...ma non per la mia generazione
Oggi è stato approvato il decreto sul lavoro, olèèè, tutti contenti, si parla di giovani, sì, ma quali giovani?
Di cosa stiamo parlando?
Analizzo solamente il punto incentivi per assunzioni:
L’assunzione di cui al comma 1 deve riguardare lavoratori, di età compresa tra i 18 ed i 29 anni, che rientrino in una delle seguenti condizioni:
a) siano privi di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi;
b) siano privi di un diploma di scuola media superiore o professionale;
c) vivano soli con una o più persone a carico.
Età compresa tra i 18 e i 29 anni.
(Chi vi scrive ne ha 30...ed è disoccupata!)
Per quale strana logica in Politica a 46 anni si è considerati GIOVANI e nel mondo del lavoro ci tagliate le gambe a 29 anni?
No, giusto per capire IO a 30 anni in quale categoria dovrei rientrare?
Nei giovani, nei giovani ma non tanto, nei grandi, nei vecchi o nei TRASPARENTI! Sì, perché sembra di stare in un centro di raccolta differenziata.
Poi sarei anche laureata,...eh sì, ho avuto la brillante idea di iscrivermi all'Università anni fa....madornale (O)Errore.
Anni ed anni di sacrifici per cosa? per sentirmi dire, a 30 anni, non sei più giovane?
Dateci un'etichetta qualsiasi, chiamateci anche PORELLI, tanto in questi anni ci avete detto di tutto.
Un'ultima cosa...
Ma ve la siete mai posta la domanda di " Come si possa sentire un 30 enne quando deve chiedere ANCORA i soldi a mamma e papà?" .
Dopo che mamma e papà lo hanno mantenuto per anni all'università facendo sacrifici su sacrifici?
Ve la siete mai posta la domanda di come si possa sentire un giovane che ha studiato e che deve chiedere anche 5€ per una ricarica telefonica?
CI SENTIAMO DELLE NULLITA' . PER COLPA VOSTRA.
lunedì 27 maggio 2013
Racconto la mia " Calabria".
Mi limito a raccontare la mia storia. Quella di una “ normale” 29 enne
Calabrese.
Sono nata e cresciuta in un piccolo paesino della provincia
di Vibo Valentia, un comune di 1600 anime.
Genitori calabresi, papà impiegato, mamma casalinga ( per
scelta tende sempre a precisare lei) .
Mi sono diplomata al liceo classico e a 18 anni, appena
compiuti ( ho fatto la primina) mi sono iscritta all’Università a Milano,
Scienze politiche.
Ricordo ancora il primo viaggio in treno con mamma e papà.
Mi hanno accompagnato loro, era luglio, esami di maturità appena terminati. Il caldo
afoso di Milano ci ha dato il benvenuto. Insieme tutti e 3 a cercare casa, e a
fare le lunghe interminabili file alle segreterie studenti.
A Settembre sono definitivamente partita, da sola. 18 enne. Prima
casa trovata fuori Milano, a Rho.
Eravamo in 3.
2 ragazze ed 1 ragazzo.
Avete letto bene, “
casa mista”. ( Focu, un padre Calabrese che permette queste cose?? Eh sì … ESISTONO).
Ho vissuto a Milano per 2 anni. Mi sono trovata malissimo.
Ambiente freddo. Gente ancor di più. Non potrò mai dimenticare quel giorno in
cui mi tagliai il polso con una scatoletta di tonno, sanguinante per le strade
con una maglietta intorno al braccio a cercare un taxi. Nessuno si fermò a chiedermi
se avessi bisogno. (In Calabria non sarebbe successo).
Mi sono poi trasferita a Roma, dove ho terminato lì i miei
studi. Dove ho iniziato a lavorare e ad addentrarmi nel
mondo della Politica. ( Focu, una ragazza di 20 anni, Calabrese che entra in un
mondo fatto prevalentemente di uomini e il padre non gli dice niente?? Eh sì,
ESISTONO).
Dopo la laurea sono ritornata in Calabria. I motivi sono
tanti, economici, personali , voler costruire qualcosa di positivo a casa mia.
In questa terra “ tremenda” continuo a fare politica. Molte
volte mi ritrovo ad essere l’unica donna seduta ad un tavolo ma “ Statti queta
tu si fimmina” a me non l’ha mai detto nessuno, anzi, molte volte sono io a
dire “ Statti quetu tu si masculu e certi cosi ne capisci”.
Ebbene sì, anche in Calabria esistono, e siamo in tante,
donne libere e pensanti. Come esistono donne sottomesse, ma questo purtroppo
succede in tutta Italia. O i mariti violenti di Treviso sono diversi da quelli
Calabresi? O le donne violentate e uccise in Piemonte sono diverse dalle
nostre?
Nella mia vita ho sempre fatto le mie scelte da sola, i miei
genitori non sono mai entrati nelle mie cose e se lo hanno fatto solo ed
esclusivamente per darmi “ consigli”. Stessa cosa nei rapporti con i ragazzi. Ho avuto le mie storie come qualsiasi altra 30
enne e mi sono sempre confidata con i miei
e non mi hanno mai detto “ svergognata” ma… “ trova una persona che ti
vuole bene, il resto conta poco”.
Un’altra Calabria esiste. Ma forse fa più comodo e più “
chic” dire altro.
domenica 12 maggio 2013
Non fare di tutti i TROLL un fascio

Ho sentito di tutto in questi giorni. Tutti esperti di twitter.
Giornalisti che fanno la paternale parlando di maleducati che attaccano e insultano.
Bene. Certo che esistono. Come nella vita reale, basta ignorarli o bloccarli. ( O mal che vada rivolgetevi alla polizia postale)
(Io durante la campagna elettorale ho ricevuto anche minacce di morte ma non me la sono presa con la rete. Ho semplicemente bloccato).
Ma al posto vostro mi preoccuperei di altro, per es. i vostri colleghi che intervistano i minorenni rimasti orfani cosa sono?
O gli sciacalli dell'ultima ora che usano le tragedie altrui per fare lo scoop?
O i giornalisti che definiscono tutti i calabresi "'ndranghetisti"?
Evitateci la paternale, voi, che su twitter in questi anni vi siete fatti solo pubblicità.
Grazie.
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