sabato 9 novembre 2013

Lettera aperta a @matteorenzi: #Pensione di reversibilità, solidarietà ed ultimi.


Strano che chi si professa di centrosinistra e pure cattolico dichiara, nella trasmissione di Santoro “ Servizio Pubblico” di essere contro la pensione di reversibilità.

Cerchiamo di fare chiarezza.

La pensione scaturisce da un versamento contributivo trattenuto sulla busta paga dei lavoratori, con il patto tra Stato e cittadini, regolato dalle leggi, che dia sostentamento nei momenti della vita critici e di bisogno.
Nella vecchiaia perché non si ha la forza di lavorare o, nella malattia.

Il versamento è come un’assicurazione , lo Stato OBBLIGA i cittadini al versamento.

Uno Stato serio se obbliga il cittadino deve rispettare i patti, sennò si profila l’appropriazione indebita, oppure , nel caso contrario si deve togliere l’obbligatorietà, ma questo significherebbe oltre che privatizzare la previdenza (discorso più di destra che di sinistra), far saltare l’architettura del nostro sistema previdenziale e lo stato sociale stesso. Le pensioni si sostengono ancora sul pagamento dei contributi di chi ancora lavora, senza obbligatorietà come si pagherebbero le pensioni?

Riguardo allo specifico delle pensioni di reversibilità, una vedova (i beneficiari sono a maggioranza donne), che magari non lavora ed era sostenuta dallo stipendio del marito, in caso di morte, dopo che lo Stato ha regolarmente trattenuto sulla busta paga i contributi, con il patto cui dicevo prima, non riconosce il diritto di avere ciò che il coniuge ha versato, che Stato è?

Dovrebbe come minimo tornare alla vedova i contributi versati per gli anni lavorati, con gli interessi legali e la rivalutazione monetaria e dargliele una tantum, e lo stesso dovrebbe fare col datore di lavoro che versa circa il 34% mensile sulla busta paga come monte contributivo, sennò sarebbe uno Stato disonesto, paramafioso.
Alla vedova vi ricordo che spetta il 60% della pensione che spetterebbe al marito se fosse rimasto in vita, quindi una famiglia si troverebbe col 40% in meno di reddito già con le leggi vigenti, se non ha figli minorenni o studenti fino ad un massimo di 26 anni di età e se nel corso legale di laurea.
Una vedova con figli maggiorenni, universitari fuori corso o maggiori di 26 anni, magari disoccupati o precari, si trova di  colpo il 40% in meno di entrate, aggiungiamo dramma al dramma. Uno Stato che nei momenti di difficoltà della vita non aiuta i propri cittadini (con soldi che loro stessi hanno versato) è uno Stato barbaro. Il discorso cambia col sistema contributivo ma andrà a regime tra decenni . Noi giovani avremo pensioni da fame verso i 70 anni di età, bisogna rivederlo specie sulle rivalutazioni.

Dov’è la solidarietà, la tutela degli ultimi? la maggioranza delle pensioni di reversibilità sono pensioni al minimo o poco più, intorno i 500 euro mensili, ma se fossero superiori sono sempre frutto di trattenute e versamenti, non sono un regalo dello Stato.
Con tanti sprechi, stipendi d’oro che generano pensioni d’oro, privilegi , per non parlare delle pensioni liquidate con contributi “ figurativi”, cioè non di lavoro come le aspettative, spesso fasulle (meglio chiudere la parentesi) Renzi con chi se la prende… con le vedove!!!  sempre protette anche quando non esisteva ancora l’INPS con costruzioni di orfanotrofi e aiuti che la solidarietà umana e cristiana ha sempre sostenuto.

Mi chiedo cos’è la sinistra e cos’è di sinistra. La parola proletario deriva dalla parola “prole”;  quando un tempo moriva il coniuge e la donna rimaneva  con prole e senza sostentamento, la società dava alla vedova la possibilità di prendere il posto del marito, non la lasciava da sola. Si trattava di lavori faticosi e il concetto di “proletario” ha un significato storico e associato agli ultimi. Un conto è razionalizzare il welfare un altro è smantellarlo, un conto ancora più grave è smantellarlo partendo dal basso, dagli ultimi.
Le assicurazioni private e le banche si stanno già sfregando le mani… piatto ricco mi ci ficco, a spese di chi? Tiferanno tutti per Renzi. Mi chiedo che tipo di società abbiamo in mente, e da che parte ci schieriamo, se  queste proposte allargano o diminuiscono la forbice sempre più larga tra chi ha e chi non ha. Mi chiedo se la sinistra esiste più o siamo buoni solo a scopiazzare, e pure male, concetti di destra liberista, finanziaria, monetaria, dove non c’è posto per le persone, diventano algoritmi e misurate in base alla produttività, ai bilanci, allo spread e ammennicoli vari e se piacciono alla BCE o alla Merkel. 

giovedì 3 ottobre 2013

Nessun uomo è un'isola . Per #Lampedusa

E la giornata di oggi la racchiudo in questa poesia.


Nessun uomo è un'Isola,
intero in se stesso.
Ogni uomo è un pezzo del Continente,
una parte della Terra.
Se una Zolla viene portata via dall'onda del Mare,
la Terra ne è diminuita,
come se un Promontorio fosse stato al suo posto,
o una Magione amica o la tua stessa Casa.
Ogni morte d'uomo mi diminuisce,
perchè io partecipo all'Umanità.
E così non mandare mai a chiedere per chi suona la Campana:
Essa suona per te.
da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/poesie/poesie-d-autore/poesia-4783>

venerdì 27 settembre 2013

Una storia al contrario

E poi succedono le cose strane.
Vi racconto una storia.

Luglio. Una giovane milanese, senza parenti in Calabria, viene in vacanza nel mio paese. 
Si trova benissimo, si ambienta subito con tutti. Passano i giorni, i mesi.

Fine settembre decide di " Rimanere in Calabria" perché " qua si vive" dice lei.

Una storia al contrario.

Giovane, 23 anni, milanese, decide di venire a vivere da noi, facendo quel che facciamo tutti qua, la cameriera. 
Adesso è a Milano ad organizzare il trasloco e domani torna, per tanto tempo, da noi.

Ben arrivata in Calabria L'Ale Alikkiia 

giovedì 26 settembre 2013

E poi torni dalla spiaggia......

E poi torni dalla spiaggia e sulla strada vedi 2 turisti incantati. 
Ti fermi a vedere cosa stanno guardando: una signora che fa la salsa dei pomodori, con il fuoco, il calderone, insomma con tutto il necessario.
Mi metto a ridere.
Mi chiedono se sono Calabrese e se posso fare una foto.
Ovviamente dico di si....non capendo però che volevano fotografare anche me con la signora!!! Ebbene sì, arriverò in Germania in costume, con una signora e na " coddara" fumante di pomodori. 
E sono soddisfazioni...-.-'


mercoledì 25 settembre 2013

Carissima PresidenteSSA @lauraboldrini

                                                                 

                     
Carissima PresidenteSSA Boldrini,
da giovane donna leggendo alcune prese di posizione mi viene automatico soffermarmi e ragionare.

Da giovane donna laureata, del Sud, emancipata, di sinistra, che cerca di far politica in una regione come la Calabria, dopo le sue ultime dichiarazioni, mi sono posta alcune domande:  

ma veramente le donne pensano che cucinare o stare a casa sia un segno di sottomissione? Veramente credono che la pubblicità della donna con il grembiule che prepara la cena per la “ famiglia” sia un’immagine negativa per la donna?

Io credo l’esatto contrario.

E’ la parola donna in sé che rispecchia il tutto,  donna deriva dal latino DOMINA, Signora, in quanto figura attiva e potente.
La donna ha un ruolo determinante nella società e perché non dirlo, anche nella famiglia.

Ci sono donne che scelgono di rimanere a casa e per questo devono essere condannate o considerate sottomesse? 
Questo voi intendete per emancipazione femminile? Questo voi volete trasmettere a noi giovane donne, indipendenti, che vogliamo anche avere una famiglia? Sì, perché oltre al lavoro, desideriamo anche questo, e tornare a casa e poter cucinare qualcosa al nostro uomo è un gesto d’amore, non di sottomissione. 
Io amo cucinare, poter “ servire” il mio uomo, ma servire nel senso di piacere più intimo, un piacere mio.

Perché non discutiamo dei dati della disoccupazione femminile al Sud? Perché non discutiamo del fatto che nel Consiglio Regionale della Calabria non sia stata eletta nessuna donna ma che siano state inserite dopo? giusto per riparare al danno? Questa forse non è violenza? Sì, è violenza psicologica, forse la peggiore.


Da giovane donna, vi prego, finitela con queste uscite pseudo femministe….che di femminismo, Presidentessa, non hanno proprio niente.

giovedì 27 giugno 2013

Noi poveri " Sfigati" nati negli anni '80



La generazione del Primo anno del "nuovo ordinamento alla maturità". 
Non sapevamo niente degli esami, mai fatto un saggio breve,  un articolo di giornale, un quizzone...I professori più impreparati di noi...ma a giugno ci siamo seduti lì e abbiamo fatto l'esame.





La generazione del Primo anno del " nuovo ordinamento all'università"....
Prof di Diritto Pubblico: " Signorina ancora non abbiamo capito manco noi il 3+2 quindi programma completo del Vecchio Ordinamento e esame in 2 mesi". E abbiamo passato anche questo.

La generazione dei " Laureati al call center, degli stage non retribuiti".

La generazione dei " Choosy, sfigati, bamboccioni".

La generazione a cui avete tagliato le gambe, ma che volete o nolente adesso è il cuore pulsante di questa Italia.

Grazie per la non considerazione. Ma esistiamo anche noi.

mercoledì 26 giugno 2013

L'Italia è una Repubblica fondata sul LAVORO...ma non per la mia generazione

                                                                 
Oggi è stato approvato il decreto sul lavoro, olèèè, tutti contenti, si parla di giovani, sì, ma quali giovani? 
Di cosa stiamo parlando? 

Analizzo solamente il punto incentivi per assunzioni: 
L’assunzione di cui al comma 1 deve riguardare lavoratori, di età compresa tra i 18 ed i 29 anni, che rientrino in una delle seguenti condizioni:
a) siano privi di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi; 
b) siano privi di un diploma di scuola media superiore o professionale; 
c) vivano soli con una o più persone a carico.


Età compresa tra i 18 e i 29 anni. 
(Chi vi scrive ne ha 30...ed è disoccupata!)

Per quale strana logica in Politica a 46 anni si è considerati GIOVANI e nel mondo del lavoro ci tagliate le gambe a 29 anni?

No, giusto per capire IO  a 30 anni in quale categoria dovrei rientrare? 
Nei giovani, nei giovani ma non tanto, nei grandi, nei vecchi o nei TRASPARENTI! Sì, perché sembra di stare in un centro di raccolta differenziata.


Poi sarei anche laureata,...eh sì, ho avuto la brillante idea di iscrivermi all'Università anni fa....madornale (O)Errore.

Anni ed anni di sacrifici per cosa? per sentirmi dire, a 30 anni, non sei più giovane?
Dateci un'etichetta qualsiasi, chiamateci anche PORELLI, tanto in questi anni ci avete detto di tutto.

Un'ultima cosa...
Ma ve la siete mai posta la domanda di " Come si possa sentire un 30 enne quando deve chiedere ANCORA i soldi a mamma e papà?" . 
Dopo che mamma e papà lo hanno mantenuto per anni all'università facendo sacrifici su sacrifici? 

Ve la siete mai posta  la domanda di come si possa sentire un giovane che ha studiato e che deve chiedere anche 5€ per una ricarica telefonica? 

CI SENTIAMO DELLE NULLITA' . PER COLPA VOSTRA.